cliente-sito-web

Cosa starà pensando? E' il caso di chiederglielo.

Nel Web Design la relazione con il cliente non è diversa da qualsiasi altro rapporto tra esseri umani: ci sono fasi idilliache, momenti di crisi e circostanze in cui avremmo preferito non aver mai iniziato un lavoro.

Prendendo spunto dall’interessante articolo di Giuliano Ambrosio, “10 modi per riconoscere ed evitare i cattivi clienti” voglio offrirvi il mio piccolo contributo, frutto della mia duplice deformazione professionale – Web Designer titolare di un’agenzia web e Psicologo del lavoro.

I 10 punti sono un’ottima guida per conoscere e prevenire alcune “classiche” crisi con il futuro cliente e, come tutte le prevenzioni dall’aspirina ai bombardamenti umanitari, funzionano meglio alle dosi consigliate.
Provare ad affrontare un problema, piuttosto che scansarlo, talvolta può essere la premessa per la nascita di un ottimo rapporto di collaborazione, fermo restando le conclusioni dell’articolo di Julius Design: chi cerca di manipolare voi e il vostro modo di lavorare sul web non è un buon cliente. Evitatelo.

Il contesto di queste circostanze è la fase preliminare al lavoro, quella in cui si stanno trattando con un potenziale cliente le modalità di sviluppo di un progetto per il web, i dettagli tecnici e naturalmente il preventivo dei costi.

Secondo i 10 punti dell’articolo è meglio evitare un cliente quando:

  1. Quando il Cliente inizia a parlare SOLO di soldi
  2. Quando il Cliente inizia a parlare di parentele
  3. Quando il Cliente si sente Onnipotente
  4. Quando il Cliente non ha le idee chiare
  5. Quando il Cliente ha fretta
  6. Quando il Cliente fa Promesse da Politico
  7. Quando il Cliente non vuole firmare il Preventivo
  8. Quando il Cliente non vuole dare il primo acconto
  9. Quando il Cliente vuole pagare in Nero
  10. Quando il Cliente non da informazioni

Vuole o non vuole un sito professionale?  ”Lie to me”

Di fronte alla persona che deve accogliere le nostre proposte e pagare per il lavoro che svilupperemo può capitare di provare un senso di soggezione: veniamo esaminati professionalmente e non solo; il timore del giudizio e di un rifiuto può essere più o meno percepito, di certo non evitato.

Senza ricorrere a passeggiate sui carboni ardenti o al consumo di bibite energizzanti, per affrontare l’interlocutore è utile essere consapevoli del nostro stato d’animo e di quanto sta succedendo nella relazione, magari preparandosi alcune abili contromosse alle diverse situazioni descritte.

Ecco una mia personale interpretazione dei 10 punti a vostro uso e consumo:

Punti 1.2.3.6.

Questi sembrano proprio tentativi di svalutazione diretti verso di voi e verso il vostro lavoro di Web Designer.

Un esempio vissuto in prima persona dal sottoscritto: il tizio chiacchiera dicendovi quanto è interessato e convinto del vostro progetto, afferma che sì, la vostra soluzione lo convince, e mentre lo dice sta scuotendo la testa, non vi guarda negli occhi e ha un sorrisetto che, non sapete perchè, ma vi risulta insopportabile.
Peggio, avete proprio la sensazione che stia pensando a tutt’altro mentre gli parlate.

Fermatevi; respirate; aspettate che lui si accorga del silenzio e finalmente vi rivolga la sua preziosa attenzione e, con spirito collaborativo spiegategli con molta franchezza quello che state pensando: che il progetto non sia di suo reale interesse e che forse non siete affatto sulla stessa lunghezza d’onda.

Fatelo con un reale spirito di collaborazione, nel modo più amichevole possibile. E’ancora un vostro potenziale cliente.

Possibili risultati.

  1. Si alza indignato e vi lascia il conto da pagare.  Meglio un aperitivo in più nello scontrino che ore di lavoro buttate con un progetto iniziato male.
  2. Continua nella pantomima di persona interessata negando l’evidenza. Se vi sembra di aver trovato un muro di gomma, defilatevi senza rimpianti.
  3. Si dichiara sorpreso della vostra acutezza e inizia a parlarvi con sincerità dei propri reali dubbi; possibile che ci si lasci con una stretta di mano, senza aver concluso nulla oppure con un progetto avviato su basi più solide.

Tante altre risposte sono possibili; se vi è capitato, non siate timidi e raccontatelo nei commenti.

Liberarsi dei perditempo, prendersi cura di chi manifesta dubbi

Punti 4. e 5.

dubbi su un sito web? I No doubt non ne avevano, infatti si sono sciolti

Fretta e incertezza possono dipendere da innumerevoli motivi; anche evitare un discorso serio e approfondito sulla realizzazione di un sito può essere il segnale di un tentativo di svalutare il progetto stesso.

Rispetto al caso precedente può esserci una differenza importante: la soggezione che quella persona prova verso di voi e verso internet in generale; dubbi e incertezze possono non essere rivolte soltanto verso il vostro lavoro, ma anche verso se stessi e la propria capacità di crescere ed espandersi professionalmente.

Il web fa paura a chi non ci vive dentro come noi. E’un luogo di cui sentiamo spessissimo parlare in termini di privacy, violazioni, pirateria. E’anche un luogo di frontiera, di grandissime opportunità e una crescita lavorativa esponenziale può essere desiderata quanto temuta.

A questo punto avete due alternative: aiutare quella persona a superare le proprie incertezze, sostenerla e incoraggiarla fino a che, senza sapere come, il possibile cliente è diventato un caro amico e al posto del preventivo firmato c’è un bel boccale di birra. Dissetante, in questa stagione. Oppure provare di nuovo a parlare con chiarezza, in questo caso chiedendo di chiarire quali sono i suoi obiettivi e le aspettative di sviluppo attraverso l’uso degli strumenti del web.

Sono convinto che ciò che preoccupa il vostro prossimo cliente e lo trattiene dal fare quel salto di qualità – che potrebbe nascere dal realizzare la propria immagine su internet – è qualcosa che vi riguarda direttamente. Non vi sto invitando a fare gli psicologi del lavoro, vi sto invitando a sfruttare la psicologia per il vostro lavoro su internet.

Punti 7. 8. 9. 10.

Non fornire informazioni, non accettare di pagare un acconto o di firmare un preventivo o addirittura chiedervi di colludere in comportamenti illeciti sono veri e propri boicottaggi. In questi casi è inutile perdere tempo a domandarci se ci sia un’altra motivazione o se si possa riavviare una relazione fruttuosa partendo da altre basi. L’atteggiamento di un professionista è non accettare manipolazioni che sviliscano il suo lavoro; questo vale se vi chiedono di inserire un testo lampeggiante con il tag <blink> – sì, succede ancora, orripilatevi pure – e vale ancor di più se qualcuno cerca di mettervi nell’angolo sul piano del rapporto economico e contrattuale.
La fermezza su questi argomenti è segno di professionalità; qualcuno potrebbe anche mettervi alla prova facendo una proposta indecente per vedere se ha a che fare con un novizio.

Siate professionali con voi stessi e con chi vi sta di fronte; a lungo andare la clientela “si educa”; se sapete riconoscere a voi stessi il diritto a lavorare con la coscienza a posto questo vi aiuterà anche nel rapporto con futuri clienti.

Un discorso schietto risparmia tempo e denaro e, talvolta, ve li fa guadagnare

Un cliente incerto, frettoloso o svalutante, non è un buon interlocutore nello sviluppo di un progetto web. Rivolgersi alla persona francamente, mettere da parte i formalismi e dire subito se qualcosa non ci convince, è un’opzione da considerare prima di rinunciare. Se invece di un potenziale cliente avevate di fronte un perditempo, ve ne sarete liberati presto e con il minor danno possibile. Altrimenti, dietro un interlocutore scettico e dubbioso potreste scoprire un cliente affidabile e concreto, con cui instaurare collaborazioni costruttive e durature.

 

Ormai si affitta tutto, l’auto di lusso, l’abito del matrimonio, si affittano persino i siti web. Ma l’ultima frontiera qual è? Quella umana naturalmente!
Ecco a voi gli amici in affitto.
Il sito www.rentafriend.com è una nuova manifestazione del bisogno occidentale di oggetti pronti all’uso, dai precotti congelati alle amicizie disponibili a gettone.

Dal social networking ai social luoghi

Internet è il luogo della socializzazione in tempo reale, dove il naturale bisogno di stare insieme si mescola con successo all’immediatezza delle informazioni e il conoscersi solo virtuale esiste fin dai tempi delle vecchie chat IRC.
Un enorme database di individui di tutto il mondo, anche italiani, si sono messi a disposizione per diventare accompagnatori/amici/sostegni morali e quant’altro per un tempo limitato.
Il servizio sembra un comune social network ma ad un secondo sguardo, a differenza di Facebook o Friendster, qui gli amici sono in carne ed ossa, e accolgono chiunque, non c’è un pulsante con cui inviare la richiesta. Di servizi social sempre più settoriali e sofisticati ne nascono continuamente, su tutti il nuovissimo Google + che accomuna amici per categorie sempre più specifiche, suddividendoli in cerchie, grazie alle quali ognuno può condividere alcune notizie soltanto con persone selezionate. Su rent-a-friend ci troviamo nel territorio degli amici sì telematici, ma che prima o poi si incontreranno, per un periodo limitato e a pagamento.

La condivisione nella vita reale

Se mettiamo da parte per un attimo il tradizionale valore dell’amicizia, sul piano pratico l’amico in affitto ha indiscutibili vantaggi.
Siete soli in un nuovo continente, non conoscete nessuno e – con il vostro fido palmare Android o con l’ultimo modello di Iphone – richiedete il supporto di un amico del luogo che vi porta a visitare gli angoli più interessanti.
Non sapete cosa fare in una giornata afosa di agosto a Roma?
Ecco il vostro accompagnatore che vi organizza qualche uscita, con la sua personale rete di amici, e magari vi scorta anche per i locali più alla moda (auto a noleggio non inclusa). Per fare tutto ciò basta iscriversi sul sito, indicare il proprio indirizzo e località e consultare i profili degli amici disponibili. Entro tre giorni qualcuno risponderà e verranno concordate le varie ed eventuali.
Simile, ma più circoscritto, quest’altro servizio: http://www.rentalocalfriend.com in cui gli amici da contattare sono disponibili unicamente per fare da cicerone ai turisti: la persona che viaggia in una città sconosciuta chiama l’amico in affitto che gli organizza il piano vacanze, portandolo nei luoghi più belli e magari anche più nascosti, che solo lui conosce in quanto locale. Le città d’arte vanno per la maggiore ovviamente, quindi Roma è tra le prime della lista. E forse è più facile che il temporaneo amico vi porti  a mangiare una vera matriciana a Testaccio piuttosto che una turistica pizza margherita di seconda scelta.
Insomma, un’amicizia meravigliosamente commerciale e con un risvolto grottesco: a forza di accumulare amici virtuali la rete potrebbe arrivare a fornirci anche quelli in carne ed ossa, purchè senza canone e a tariffa flat.

Andrea Baldinazzo è Web Designer, titolare dell’agenzia www.exponenda.it, coetanea e partner di AmorePsyche.net di cui condivide il gusto di realizzare siti web di alta qualità e mirati ad un ottimo posizionamento sui motori di ricerca. Andrea è soprattutto un Creativo, appassionato ed esperto della rete e del fenomeno social networking; suo il merito di aver scovato tra i primi in Italia la notizia del lancio di Google Plus pubblicata su questo blog.

Da ieri sono anch’io in Google+, grazie al mio amico Patrizio Romano Dell’Anna che è riuscito a farsi invitare da qualcuno (non voglio sapere come) e che ha sfruttato un trucchetto che ho trovato in rete per rilanciarmi l’invito.

Questa non è l’ennesima recensione sul neonato Social Network della grande G; ne trovate in quantità industriali in rete, da chi entusiasta vede in Google il nuovo messia, ai più scettici che preannunciano un flop alla Google Wave.

Io voglio soffermarmi su un aspetto che mi ha colpito qualche minuto fa con la forza di uno schiaffo, aprendo la mia mente a quello che potrebbe essere il futuro, molto prossimo, del Web.

Stavo facendo ordine tra i link che tengo a portata di mano nell’home page di Chrome (è sviluppato da Google, lo sapevate?), per raggiungere rapidamente i siti che visito più spesso; c’era da aggiungere Google+, capite?

Inizio con Gmail, quello rimane ancora al primo posto. Ci clicco per dare un’occhiata alla posta. Noto che nella parte alta, la barra con i link ai vari servizi Google, ora è apparso anche un riquadro con le notifiche di Google+ ed un riquadro per condividere qualunque cosa; insomma, la barra superiore ora è uguale a quella di Google+.

E anche in Google Maps, Google Reader… in Google Calendar ancora no, ma sarà questione di ore, ne sono sicuro. Inoltre, hanno cambiato un po’ l’aspetto grafico di tutti questi servizi, soprattutto quello di Google Maps e di Google Calendar. E per quanto riguarda Gmail, basta attivare il tema “Anteprima” per avere un’idea di quello che sarà a breve il suo aspetto grafico di default.

Ora tutti questi servizi hanno un aspetto… uniforme. Sì, questo è l’aggettivo ideale: sembrano indossare tutti la stessa divisa, la stessa uniforme. Se fino ad ora avevo sempre avuto l’impressione che tutti questi servizi fossero stati sviluppati da team, se non da aziende, diversi tra loro e tenuti assieme soltanto con un po’ di nastro adesivo e dal logo Google, ora quell’impressione è scomparsa.

Torno su Google+ e qui la sensazione che stia nascendo qualcosa di enorme mi assale: vedo il pulsante +1 (quello che si vede da qualche tempo vicino ai risultati delle ricerche su Google e su alcuni siti sviluppati da persone proiettate nel futuro: sul mio, ad esempio) vicino ad ogni post pubblicato e nella mente sento come il “CLACK” di due pezzi di un puzzle che vengono incastrati tra loro.

Sfoglio alcune foto che ho pubblicato ieri e penso al fatto che siano archiviate su Picasa (che è di Google)… Picasa! Qualcuno ha mai usato Picasa (parlo del sito, non del software) per archiviare le proprie foto? Voglio dire, per le foto c’è Flickr, no?! Beh, ora c’è Google+. Che archivia le foto su Picasa. Ah, anche su Picasa c’è la barra in alto con le notifiche di Google+. CLACK.

Torno su Google+ per visualizzare il video della mia coniglietta che ho pubblicato stamattina (ripreso e caricato automaticamente su Google+ dal mio smartphone Android, sistema operativo sviluppato da Google). Premo play e il video viene riprodotto con l’interfaccia di Youtube (lo sapete di chi è Youtube, no?). CLACK. Vado sul mio account Youtube, ma lì il video non c’è; forse perché in Google+ non l’ho reso pubblico. O forse perché è ancora presto: Google+ è ancora in versione beta, d’altronde.

Nel frattempo mi scrive la mia ragazza su Google Talk dal suo Blackberry. In Google+ si apre la finestra della chat. La chat di Google+ è Google Talk. CLACK. Proprio qualche giorno fa, con Patrizio, pensavamo ai tempi quando ancora si usava Windows Messenger. Roba dello scorso millennio.

E quando pubblico qualcosa su Google+, dal computer o dallo smartphone, posso decidere se associare la mia attuale posizione geografica: nell’applicazione Google+ su Android c’è una schermata dove vedere i post pubblici scritti da persone nelle mie vicinanze. Mi si accende una lampadina e vado a controllare l’applicazione Google Maps: ma guarda! Ora c’è una nuova icona, quella di Google Buzz.

Pensavo fosse morto Google Buzz. Invece ora è lì, su Google Maps. Negli stessi giorni in cui nasce Google+. Negli stessi giorni in cui Google, l’intera Google, sta cambiando. CLACK.

Dicono che Google ha lanciato Google+ per fare concorrenza a Facebook, perché aveva bisogno di conquistare la sua parte nel mondo dei Social Network. Non credo sia così; non del tutto, almeno. Credo che Google abbia lanciato Google+ perché aveva bisogno di unire tutti i suoi servizi, per renderli più semplici da usare, più immediati e, soprattutto, per spingere la gente ad usare solo quelli. Google sta dando il colpo di grazia alla concorrenza in tutti i campi: le e-mail, i motori di ricerca, la messaggistica istantanea, gli smartphone, la condivisione di video, di immagini, la navigazione satellitare.

Nessuno può competere con Google, perché Google fa TUTTO. Puoi avere inventato un bellissimo sistema di messaggistica, migliore di Google Talk. Ma se dal mio smartphone posso usare un’applicazione (Google Talk) che mi permette di chattare con i miei amici che stanno cazzeggiando su un social network (Google+), condividendo con loro in tempo reale le foto (Picasa) e i video (Youtube) che sto riprendendo da questa bellissima località che ho raggiunto col navigatore (Google Navigator)… beh, perché dovrei usare il tuo messenger? Perché ha una manciata di emoticons in più?

Vedo Google+. Vedo Google.

E vedo il futuro.

Ultimi articoli
  • Stanno arrivando le (Google plus) API

    Stanno arrivando le (Google plus) API

    Due grandi novità annunciate ieri in casa Google: il lancio della piattaforma dei giochi di Google Plus l'avvio del blog per sviluppatori - il  Google Plus Platform Blog Tra i primi giochi disponibili è doveroso citare Diamond Dash, il Sudoku e - povero me! - Angry Birds ! Per quanto riguarda le API - ...

    continua a leggere

  • Cosa starà pensando? E' il caso di chiederglielo.

    Guardare negli occhi il vostro prossimo sito web

    Nel Web Design la relazione con il cliente non è diversa da qualsiasi altro rapporto tra esseri umani: ci sono fasi idilliache, momenti di crisi e circostanze in cui avremmo preferito non aver mai iniziato un lavoro. Prendendo spunto dall'interessante articolo di Giuliano Ambrosio, "10 modi per riconoscere ed evitare i ...

    continua a leggere

  • Realtà e social networking: l’amicizia in affitto

    Realtà e social networking: l'amicizia in affitto

    Ormai si affitta tutto, l’auto di lusso, l’abito del matrimonio, si affittano persino i siti web. Ma l’ultima frontiera qual è? Quella umana naturalmente! Ecco a voi gli amici in affitto. Il sito www.rentafriend.com è una nuova manifestazione del bisogno occidentale di oggetti pronti all’uso, dai precotti congelati alle amicizie disponibili a gettone. Dal ...

    continua a leggere

  • Google. Plus.

    Google. Plus.

    Andrea Baldinazzo è Web Designer, titolare dell'agenzia www.exponenda.it, coetanea e partner di AmorePsyche.net di cui condivide il gusto di realizzare siti web di alta qualità e mirati ad un ottimo posizionamento sui motori di ricerca. Andrea è soprattutto un Creativo, appassionato ed esperto della rete e del fenomeno social networking; suo il ...

    continua a leggere

1 2 3 4 5
© 2011 AmorePsyche.net Suffusion theme by Sayontan Sinha