Andrea Baldinazzo è Web Designer, titolare dell’agenzia www.exponenda.it, coetanea e partner di AmorePsyche.net di cui condivide il gusto di realizzare siti web di alta qualità e mirati ad un ottimo posizionamento sui motori di ricerca. Andrea è soprattutto un Creativo, appassionato ed esperto della rete e del fenomeno social networking; suo il merito di aver scovato tra i primi in Italia la notizia del lancio di Google Plus pubblicata su questo blog.
Da ieri sono anch’io in Google+, grazie al mio amico Patrizio Romano Dell’Anna che è riuscito a farsi invitare da qualcuno (non voglio sapere come) e che ha sfruttato un trucchetto che ho trovato in rete per rilanciarmi l’invito.
Questa non è l’ennesima recensione sul neonato Social Network della grande G; ne trovate in quantità industriali in rete, da chi entusiasta vede in Google il nuovo messia, ai più scettici che preannunciano un flop alla Google Wave.
Io voglio soffermarmi su un aspetto che mi ha colpito qualche minuto fa con la forza di uno schiaffo, aprendo la mia mente a quello che potrebbe essere il futuro, molto prossimo, del Web.
Stavo facendo ordine tra i link che tengo a portata di mano nell’home page di Chrome (è sviluppato da Google, lo sapevate?), per raggiungere rapidamente i siti che visito più spesso; c’era da aggiungere Google+, capite?
Inizio con Gmail, quello rimane ancora al primo posto. Ci clicco per dare un’occhiata alla posta. Noto che nella parte alta, la barra con i link ai vari servizi Google, ora è apparso anche un riquadro con le notifiche di Google+ ed un riquadro per condividere qualunque cosa; insomma, la barra superiore ora è uguale a quella di Google+.
E anche in Google Maps, Google Reader… in Google Calendar ancora no, ma sarà questione di ore, ne sono sicuro. Inoltre, hanno cambiato un po’ l’aspetto grafico di tutti questi servizi, soprattutto quello di Google Maps e di Google Calendar. E per quanto riguarda Gmail, basta attivare il tema “Anteprima” per avere un’idea di quello che sarà a breve il suo aspetto grafico di default.
Ora tutti questi servizi hanno un aspetto… uniforme. Sì, questo è l’aggettivo ideale: sembrano indossare tutti la stessa divisa, la stessa uniforme. Se fino ad ora avevo sempre avuto l’impressione che tutti questi servizi fossero stati sviluppati da team, se non da aziende, diversi tra loro e tenuti assieme soltanto con un po’ di nastro adesivo e dal logo Google, ora quell’impressione è scomparsa.
Torno su Google+ e qui la sensazione che stia nascendo qualcosa di enorme mi assale: vedo il pulsante +1 (quello che si vede da qualche tempo vicino ai risultati delle ricerche su Google e su alcuni siti sviluppati da persone proiettate nel futuro: sul mio, ad esempio) vicino ad ogni post pubblicato e nella mente sento come il “CLACK” di due pezzi di un puzzle che vengono incastrati tra loro.
Sfoglio alcune foto che ho pubblicato ieri e penso al fatto che siano archiviate su Picasa (che è di Google)… Picasa! Qualcuno ha mai usato Picasa (parlo del sito, non del software) per archiviare le proprie foto? Voglio dire, per le foto c’è Flickr, no?! Beh, ora c’è Google+. Che archivia le foto su Picasa. Ah, anche su Picasa c’è la barra in alto con le notifiche di Google+. CLACK.
Torno su Google+ per visualizzare il video della mia coniglietta che ho pubblicato stamattina (ripreso e caricato automaticamente su Google+ dal mio smartphone Android, sistema operativo sviluppato da Google). Premo play e il video viene riprodotto con l’interfaccia di Youtube (lo sapete di chi è Youtube, no?). CLACK. Vado sul mio account Youtube, ma lì il video non c’è; forse perché in Google+ non l’ho reso pubblico. O forse perché è ancora presto: Google+ è ancora in versione beta, d’altronde.
Nel frattempo mi scrive la mia ragazza su Google Talk dal suo Blackberry. In Google+ si apre la finestra della chat. La chat di Google+ è Google Talk. CLACK. Proprio qualche giorno fa, con Patrizio, pensavamo ai tempi quando ancora si usava Windows Messenger. Roba dello scorso millennio.
E quando pubblico qualcosa su Google+, dal computer o dallo smartphone, posso decidere se associare la mia attuale posizione geografica: nell’applicazione Google+ su Android c’è una schermata dove vedere i post pubblici scritti da persone nelle mie vicinanze. Mi si accende una lampadina e vado a controllare l’applicazione Google Maps: ma guarda! Ora c’è una nuova icona, quella di Google Buzz.
Pensavo fosse morto Google Buzz. Invece ora è lì, su Google Maps. Negli stessi giorni in cui nasce Google+. Negli stessi giorni in cui Google, l’intera Google, sta cambiando. CLACK.
Dicono che Google ha lanciato Google+ per fare concorrenza a Facebook, perché aveva bisogno di conquistare la sua parte nel mondo dei Social Network. Non credo sia così; non del tutto, almeno. Credo che Google abbia lanciato Google+ perché aveva bisogno di unire tutti i suoi servizi, per renderli più semplici da usare, più immediati e, soprattutto, per spingere la gente ad usare solo quelli. Google sta dando il colpo di grazia alla concorrenza in tutti i campi: le e-mail, i motori di ricerca, la messaggistica istantanea, gli smartphone, la condivisione di video, di immagini, la navigazione satellitare.
Nessuno può competere con Google, perché Google fa TUTTO. Puoi avere inventato un bellissimo sistema di messaggistica, migliore di Google Talk. Ma se dal mio smartphone posso usare un’applicazione (Google Talk) che mi permette di chattare con i miei amici che stanno cazzeggiando su un social network (Google+), condividendo con loro in tempo reale le foto (Picasa) e i video (Youtube) che sto riprendendo da questa bellissima località che ho raggiunto col navigatore (Google Navigator)… beh, perché dovrei usare il tuo messenger? Perché ha una manciata di emoticons in più?
Vedo Google+. Vedo Google.
E vedo il futuro.